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lunedì 9 luglio 2018

Si torna in montagna

Ritrovare e rileggere vecchi post, nascosti ma conservati nel mare di internet, suscita emozioni e flussi di pensieri alla Marcel Proust.
Il rinato interesse per le passeggiate in montagna mi ha fatto navigare seguendo una rotta che avevo abbandonato anni fa ed è così che ho ritrovato vecchi amici, letto le loro storie e apprezzato il fatto di averli rivisti proprio lì, dove li avevo lasciati anni addietro, insieme a nuovi amici che condividono con me la stessa passione.
E si. Perché di passione si tratta. Perché solo le vere passioni sono così tenaci da rimanere tali anche dopo anni, anche dopo averle messe in un cassetto e dimenticate lì. Prima o poi rispuntano fuori.
Ed è così che ho ritrovato questo blog, che all'epoca non era nient'altro che un piccolo esperimento informatico. Non l'ho mai seguito molto, probabilmente non mi interessava così tanto ma ritrovarlo è stata una bella sensazione, un riallacciarsi alla vecchia rotta ma anche un rinnovarsi, perché gli anni passati non scalfiscono le passioni, anzi, le amplificano e le fanno più tue e forse te le fanno apprezzare sotto punti di vista diversi.
Ne sono cambiate di cose dall'ultimo post. Nel frattempo ho finito casa (forse sarebbe meglio dire resa vivibile), ho avuto un figlio che ora ha quasi tre anni, mi sono sposato e siamo in attesa dell'arrivo di un'altro sgrinfio (sgrinfia visto che dovrebbe essere femminuccia). Nel frattempo ho messo su qualche chilo che sto tentando di rimuovere, anche ricominciando ad andare in montagna.
Per adesso la mia compagna di passeggiate sarà la mia cagna, Brenda, visto che il figliolo è troppo piccolo e la moglie troppo incinta, anche se organizzerò passeggiate adatte a loro. Del resto chi mi conosce lo sa, per me la montagna inizia dove finisce la linea degli alberi e per loro due (e mezzo) è ancora troppo presto.
Detto questo, ho deciso di riprendere a scrivere su questo blog. Sarà il mio diario. Molto probabilmente diverrà una raccolta di passeggiate ed escursioni, condite magari da qualche pensiero e, perché no, qualche fuori luogo simpatico raccontato qua e la, tanto per farsi due risate.


martedì 6 luglio 2010

Maledetto denaro, maledetta crisi ma che c'entrano i Parchi?

C'è chi dice che si vede e c'è chi pensa sia un fantasma, fatto sta che i governi mondiali corrono ai ripari. Giustissimo. In caso di crisi si stringe la cinghia, ci macherebbe altro ma questa cinghia, non si capisce per quale strano motivo, si va sempre a stringere a chi i buchi li ha finiti. E così in Italia, tra i tanti tagli, si è andati a togliere l'ultimo pezzo di pane in bocca agli Enti Parco. La nuova finanziaria prevede un ingente taglio di stanziamenti nel settore, che cerca di valorizzare e tutelare il nostro territorio. Ho volutamente enfatizzato l'aggettivo "ingente" perchè non si parla di cifre astronomiche, cioè, non sono astronomiche per quanto siamo abituati a sentire sui tg, che oramai parlano tranquillamente di Miliardi di euro. In realtà la manovra prevede un paio di decine di milioni di euro. Qualcuno ha calcolato un caffè annuo per italiano. Il fatto è che questo caffè annuo rappresenta circa il 50% degli stanziamenti agli Enti parco. Sotto questo punto di vista la somma fa riflettere. Probabilmente non si riuscirà a garantire la tutela delle nostre zone protette che, oltre al danno economico dovuto alla diminuzione turistica, si presenta il ben più grave degrado delle nostre beneamate montagne e coste dove, fin'ora, si è cercato salvaguardare l'habitat di molte specie faunistiche e floreali.
In realtà è corretto dire che esiste una possibilità di errore da mancata comunicazione, non ho ben capito cosa o come sia stato possibile ma il taglio potrebbe non essere così ingente. Ci sarebbe comunque una diminuzione di spesa del 10% generalizzata su tutti i ministeri che comunque non fa bene ai nostri parchi.
Staremo a vedere, comunque se ne parla sul sito del WWF

venerdì 16 ottobre 2009

Romantiche castagne


Possiamo ormai dire addio all'estate. I colori degli alberi, il profumo del mosto e le temperature ci guideranno ormai fino alle porte dell'inverno.
Nel mio paese si sta per festeggiare la sagra più importante, quella delle castagne. Siamo arrivati al settantacinqueisimo anno e, festa a parte, tornano in mente giorni e giorni passati a raccogliere questo frutto che, tra boschi e dita doloranti regala una magia difficile da descrivere a parole, un po' simile alla vendemmia.
Ormai le tradizioni si sono perse, però la voglia di spazi aperti rimane ed è così che oggi durante il lavoro, un pensiero ha iniziato a definirsi nella mia mente. Il pensiero pian piano si è trasforma in voglia, voglia di passare una giornata nei castagneti a raccogliere i marroni e, perchè no... funghi con i quali cuocere un bel risotto sul fuoco.
Oggi l'outdoor è sempre più sinonimo di materiali tecnici e moderni. Materiali leggeri, comodi e super tecnologici ma tutto questo a volte mi stanca. La voglia di una bella pentola di metallo, qualsiasi esso sia perchè non so di cosa sia fatto il vecchio pilone pieno di fuliggine di mia nonna, di un bel fuoco schioppetante, una coperta di lana e tanta buona volonta mi attira ancora e così ho deciso di recuperare tutte le cose vecchie che ho a casa e di andarmene una giornata a fare "castagne".
Tra tutte le cose ho recuperato un vecchio zaino militare di quelli che sembrano juta, scomodissimi, una bella pentola vecchia, qualcosa che potrebbe essere definito un plaid solo che di lana ed una cucchiarella di legno.
Alla fine, dopo essermi spremuto le meningi, sono arrivato alla conclusione che quello che ho trovato, tranne il riso, è tutto quello di cui ho bisgno. Quasi un paradosso se uno pensa a tutto quello che si porterebbe dietro oggi per stare un giorno fuori all'aria aperta. Naturalmente non ho considerato il peso sennò avrei lasciato perdere.
Magari di castagne non ne porterò indietro nemmeno una ma tanto quella è la scusa per passare una giornata alla vecchia maniera.
Vedremo come va'.
Ciao.

martedì 13 ottobre 2009

Vento e Motosega

Ammazza che vento ieri sera!!! E ammazza quanto pesa la motosega!!!
Ieri ho assistito alle più forti raffiche di vento della mia vita. Gli alberi si piegavano talmente tanto che le cime sembravano voler toccare il suolo. Il cielo mostrava le sue stelle brillanti come nelle notti di febbraio e cadevano foglie come neve. Il tutto aveva un fascino singolare, la forza della natura si è fatta sentire probabilmente al minimo delle sue capacità ma è bastato per impaurire noi uomini e, purtroppo, produrre gravi danni anche alle persone.
Fatto è che due grossi abeti, di almeno sessanta anni e alti una trentina di metri, non hanno resistito alle forti raffiche e si sono spezzati. Capita, diranno molti, ma quando capita a te sai che ti devi rimboccare le maniche e cosi da stamattina mi sono trasformato in boscaiolo. Dopo pochi minuti la mia motosega sembrava un macigno di quelli dei cartoni di Hanna Barbera.... 1000 tonnellate.... e così tra sforzi intensi (pochi) e pause (tante) sono riuscito quantomeno a liberare il viale intralciato. Viale non solo mio e quindi da liberare assolutamente.
Comunque, non so perchè, le giornate fisicamente faticose mi lasciano sempre qualcosa dentro, qualcosa che mi piace...
Alla prossima.