
Possiamo ormai dire addio all'estate. I colori degli alberi, il profumo del mosto e le temperature ci guideranno ormai fino alle porte dell'inverno.
Nel mio paese si sta per festeggiare la sagra più importante, quella delle castagne. Siamo arrivati al settantacinqueisimo anno e, festa a parte, tornano in mente giorni e giorni passati a raccogliere questo frutto che, tra boschi e dita doloranti regala una magia difficile da descrivere a parole, un po' simile alla vendemmia.
Ormai le tradizioni si sono perse, però la voglia di spazi aperti rimane ed è così che oggi durante il lavoro, un pensiero ha iniziato a definirsi nella mia mente. Il pensiero pian piano si è trasforma in voglia, voglia di passare una giornata nei castagneti a raccogliere i marroni e, perchè no... funghi con i quali cuocere un bel risotto sul fuoco.
Oggi l'outdoor è sempre più sinonimo di materiali tecnici e moderni. Materiali leggeri, comodi e super tecnologici ma tutto questo a volte mi stanca. La voglia di una bella pentola di metallo, qualsiasi esso sia perchè non so di cosa sia fatto il vecchio pilone pieno di fuliggine di mia nonna, di un bel fuoco schioppetante, una coperta di lana e tanta buona volonta mi attira ancora e così ho deciso di recuperare tutte le cose vecchie che ho a casa e di andarmene una giornata a fare "castagne".
Tra tutte le cose ho recuperato un vecchio zaino militare di quelli che sembrano juta, scomodissimi, una bella pentola vecchia, qualcosa che potrebbe essere definito un plaid solo che di lana ed una cucchiarella di legno.
Alla fine, dopo essermi spremuto le meningi, sono arrivato alla conclusione che quello che ho trovato, tranne il riso, è tutto quello di cui ho bisgno. Quasi un paradosso se uno pensa a tutto quello che si porterebbe dietro oggi per stare un giorno fuori all'aria aperta. Naturalmente non ho considerato il peso sennò avrei lasciato perdere.
Magari di castagne non ne porterò indietro nemmeno una ma tanto quella è la scusa per passare una giornata alla vecchia maniera.
Vedremo come va'.
Ciao.